FAV: FIBRE VETROSE ARTIFICIALI

Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) sono un ampio sottogruppo di fibre inorganiche che per le loro caratteristiche di isolamento termico e acustico hanno acquisito notevole importanza, trovando un largo impiego in diversi settori produttivi sostituendo l’amianto.

Di particolare interesse sono le lane minerali e fibre ceramiche, si trovano in diverse materie prime, prodotti di lavorazione, come componenti di impianti e/o attrezzature , oppure come rifiuti

Si ritrovano in diversi settori:

  • edilizia,
  • tessile
  • prodotti plastici
  • produzione di formi di vario genere
  • industrie ceramiche
  • industria petrolchimica
  • trasporti
  • fonderie
  • produttore di isolanti acustici e/o termici
  • settore del caldo
  • settore del freddo
  • vetroresina
  • industria aeronautica
  • costruzioni navali

L’elevata diffusione e utilizzo delle FAV impone, a tutela della salute della popolazione e dei lavoratori, un approfondimento relativamente ai rischi legati alla esposizione a fibre artificiali vetrose, per individuare le necessarie misure di prevenzione da adottare in base alle modalità di impiego.

Nella seduta del 10 novembre 2016, la Conferenza Stato/Regioni, su proposta del Ministero della Salute, ha approvato l’aggiornamento del documento “Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) – Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute” a fronte dalle modifiche al Regolamento CLP e dal Regolamento n. 1357/2014 che ha modificato le regole per l’attribuzione del codice CER ai rifiuti.

La classificazione ed etichettatura delle FAV viene fatta in base a:

  • diametro
  • composizione chimica
  • biopersistenza

In base alle indicazioni sopra descritte, possono essere classificate NON PERICOLOSE O PERICOLOSE, questo comporta obblighi differenti a carico dei soggetti esposti. All’interno delle linee Guida sono riportate le misure di protezione da adottare, in particolare per l’istallazione e la rimozione di FAV per tutte e due le tipologie di classificazione.

Le Note Q e R del Regolamento CLP hanno particolare importanza, in quanto è sufficiente la conformità ad una sola delle due affinché le fibre siano classificate non pericolose. Nello specifico le note di classificazione per le fibre indicano:

  • Nota Q (per le sole lane minerali): la fibra ha superato con successo un test di bio-solubilità che dovrà essere verificata per via documentale, essendo sufficiente quanto contenuto nelle schede sicurezza che accompagnano i prodotti in lana minerale  (ovvero è appurato che, in virtù della loro bio-solubilità, vengono smaltite dall’organismo prima che possano dare luogo a qualunque effetto)
  • Nota R (per le lane minerali e le fibre ceramiche refrattarie): la fibra ha un diametro medio ponderato (DLG-2ES) superiore a 6 micron che dovrà essere verificata analiticamente (cioè ovvero hanno un diametro tale da non poter penetrare nelle vie respiratorie profonde)

La novità più importante delle nuove Linee Guida riguarda le modalità per l’attribuzione del codice CER ai rifiuti costituiti da FAV. Per l’attribuzione del corretto codice a specchio 17.06.03*, rifiuto pericoloso, o 17.06.04, rifiuto non pericoloso, si applicano gli stessi criteri contenuti nel Regolamento CLP e le relative Nota Q o R  il rifiuto avrà codice CER 17.06.04 (rifiuto non pericoloso), altrimenti avrà codice CER 17.06.03* (rifiuto pericoloso).

Per questo motivo è molto importante la classificazione e la soddisfazione dei limiti di esposizione che devono essere valutati e controllati con periodicità indicata dalle norme di riferimento ed indicate nelle linee guida.

2016_Linee Guida – FAV rev 2016-11-29 ConfSt Reg