Il nuovo limite di esposizione per la formaldeide

L’ACGIH ha emesso il report annuale per il 2016 che include i cambiamenti adottati in merito ai valori limiti di esposizione professionale (TLV) e agli indici di esposizione biologica (IBE) per l’anno 2017.

Ben 22 agenti chimici hanno subito una rivalutazione del loro TLV. Tra questi, il cambiamento più interessante è quello apportato alla formaldeide che fino al 2016 presentava solo un valore limite relativo all’esposizione a breve termine (pari a 0,37 mg/m3).

Con l’emissione del nuovo manuale 2017 dell’ACGIH sui valori limiti di esposizione professionale, la formaldeide ha assunto anche un valore limite di esposizione a lungo termine (TLV-TWA) pari a 0,12 mg/m3.

I valori medi di formaldeide negli ambienti di vita sono generalmente compresi tra 0,010 e 0,050 mg/m3 (fonte ISS).

Quali sono i comparti interessati:

Legno: laminati plastificati rinforzati quali la formica, i pannelli MDF (Medium density fiberboard) vengono incollati o prodotti con diversi tipi di resine, delle quali tre tipi rilasciano formaldeide.

Plastica: la formaldeide si sviluppa in fase di termoformatura o spurgo da diverse tipologia di plastiche, nelle resine termoindurenti per l’industria automobilistica, comunicazione ed elettrotecnica

Metalmeccanica: i fluidi lubrorefrigeranti a base olio sono stati sostituiti negli ultimi anni con emulsioni a base acquosa. In queste emulsioni per evitare la proliferazione batterica vengono utilizzate delle sostanze biocide; alcune delle quali rilasciano formaldeide.

Industria siderurgica / Fonderie: in particolare nel processo tecnologico della ghisa la formaldeide si sviluppa nella fase di formatura di anime.

Cosmetica e medico: la formaldeide è presente in deodoranti, negli indurenti per le unghie, in alcuni prodotti per i capelli, in disinfettanti, in prodotti utilizzati per la pulizia, come agente biocida o come conservante o per la produzione di farmaci.

Alimentare: la formaldeide è contenuta in alcuni alimenti ed in alcuni casi viene utilizzato come conservante oppure in alcuni processi di cottura tra i quali l’affumicatura o la frittura

In alcuni casi la formaldeide è utilizzata come additivo/indurente nella produzione di malte e calcestruzzi.

La formaldeide può essere un prodotto della combustione, si trova quindi anche nei fumi derivanti dai tubi di scappamento e nel fumo delle sigarette.

Ogni azienda per gestire correttamente la problematica deve:

  • analizzare le schede di sicurezza e i processi produttivi,
  • effettuare i campionamenti ambientali e personali,
  • in base ai risultati, verificare le misure di prevenzione e protezione da adottare,
  • verificare con il medico competente l’integrazione del protocollo sanitario e l’obbligo del registro degli esposti.

In tutti i rilievi è necessario effettuare un bianco sul campo, per valutare l’effettiva esposizione a formaldeide.

Ricordiamo che la formaldeide da gennaio 2016 è ufficialmente classificata cancerogena e la sua gestione rientra negli obblighi dettati al capo II del D.Lgs.81/08.